Filante: la pizza al trancio diventa un'esperienza da vivere
Impasti soffici, topping ricercati e un'ospitalità che regala il piacere di stare a tavola.
RISTORAZIONE
Clara Mennella
11/4/20268 min read
C'è una Milano che ha sempre amato la pizza al trancio, quella alta, generosa, con la mozzarella che fila e il piacere di addentare qualcosa di semplice e irresistibile.
Una tradizione che appartiene alla città quasi quanto il risotto o la cotoletta, ma che per lungo tempo è rimasta legata soprattutto a un consumo veloce, magari in piedi o con pochi minuti a disposizione. E poi c'è chi ha pensato che proprio quella pizza potesse meritare qualcosa di più. Non necessariamente una ricetta diversa, ma un modo nuovo di prepararla, servirla e soprattutto viverla.
È questa l'intuizione dalla quale nasce Filante, un progetto che ha saputo trasformare un grande classico della gastronomia milanese in una proposta contemporanea, senza tradirne lo spirito più autentico. Perché qui la pizza resta pizza, abbondante, golosa e rassicurante, ma tutto quello che le ruota intorno contribuisce a costruire un'esperienza che va ben oltre il semplice trancio.


Lo si capisce entrando nel locale di corso Sempione, affacciato su un bell'angolo della strada con ampie vetrate che lasciano dialogare gli spazi interni con la città. L'ambiente è luminoso, piacevole, contemporaneo, ma soprattutto sorprende per un dettaglio sempre più raro nella
ristorazione milanese: lo spazio. I tavoli sono disposti con intelligenza, le distanze permettono di conversare senza condividere involontariamente la serata con i vicini e ci si può muovere liberamente.
Una scelta che racconta molto della filosofia di Filante, dove la convivialità non è soltanto una parola da inserire nella comunicazione, ma qualcosa che si percepisce concretamente.




E poi ci sono le persone. Come Gabriele, che lavora nel gruppo da alcuni anni e nel locale di corso Sempione rappresenta perfettamente quello spirito di accoglienza spontanea, empatica e attenta che riesce a trasformare un servizio ben fatto in qualcosa di più personale. Perché sentirsi accolti, ascoltati e accompagnati con naturalezza è parte integrante del piacere di andare al ristorante.
Naturalmente, al centro di tutto rimane lei, la pizza al trancio. E qui Filante dimostra di aver lavorato seriamente sul prodotto. L'impasto nasce da una farina di tipo 1, semintegrale, del Molino Bongiovanni, con un'elevata idratazione e un processo di lievitazione articolato in tre fasi, che supera le 24 ore. Un lavoro preciso, supportato anche dalla presenza di una camera di lievitazione, attrezzatura tutt'altro che scontata nelle pizzerie specializzate nel trancio.


Il risultato si vede e soprattutto si sente al primo assaggio: una pizza alta, incredibilmente soffice, ben alveolata, con una base piacevolmente croccante che sostiene senza difficoltà farciture generose. La consistenza è uno dei suoi punti di forza, perché riesce a conciliare quella morbidezza quasi avvolgente che ci si aspetta da una buona pizza al trancio con una struttura equilibrata, mai pesante nella percezione.
Anche le dimensioni sono pensate per soddisfare appetiti differenti. Il trancio normale, ricavato dividendo la teglia in
sei porzioni, è già decisamente appagante; quello abbondante, ottenuto dividendola in quattro, è una proposta per chi desidera concedersi qualcosa di più. In entrambi i casi, la sensazione è quella di un prodotto generoso, senza che l'abbondanza diventi un esercizio fine a sé stesso.
Un discorso che vale anche per i topping, studiati con attenzione per costruire abbinamenti originali ma sempre equilibrati. Accanto all'immancabile Margherita e alla Filante con doppia mozzarella, trovano spazio proposte più creative come la Giallorosso, con pomodorini rossi e gialli, stracciatella e pesto di
basilico fatto in casa, oppure la Ribelle, dove la vivacità della 'nduja incontra la dolcezza della cipolla caramellata, la cremosità della stracciatella e la croccantezza dei taralli sbriciolati. Combinazioni che dimostrano come la ricerca possa arricchire un prodotto popolare senza snaturarlo.
Ma Filante non vuole essere soltanto una pizzeria dove mangiare bene. Il menu comprende anche insalate accompagnate da focaccia homemade, un'attenzione che rende più interessante persino una proposta apparentemente semplice, e dolci


Particolarmente piacevole è anche la cura dedicata agli abbinamenti: una piccola selezione di cocktail internazionali e una proposta di birre artigianali, con suggerimenti pensati in funzione dei topping delle pizze. Un modo intelligente per completare l'esperienza gastronomica, invitando il cliente a scegliere non soltanto cosa mangiare, ma anche come accompagnarlo.
preparati in casa, tra cui tiramisù al bicchiere, salame di cioccolato della casa con un tripudio di frutta secca e New York cheesecake.


Dietro questa filosofia c'è Federico Delunas, formazione alla Bocconi e un percorso professionale costruito attraverso importanti esperienze manageriali in diversi settori. Nel 2020 decide di seguire la propria passione per la pizza al trancio e apre il primo Filante in piazzale Susa, a Milano. L'obiettivo è ambizioso ma chiarissimo: valorizzare un prodotto della tradizione, elevandone qualità e percezione, e inserirlo in un contesto di ristorazione moderno, riconoscibile e capace di mettere le persone al centro.
Una visione che ha trovato riscontro anche nella crescita del marchio. Dopo piazzale Susa è arrivato il locale di corso Sempione e, il 7 ottobre 2026, Filante ha inaugurato la sua prima sede fuori Milano, nel centro di Monza, in via Manfredo Camperio 7/9. Un nuovo spazio che ripropone la stessa identità, con due sale interne, un portico e un dehors, confermando la volontà di crescere senza rinunciare alla coerenza del progetto.
Ed è forse proprio questa la qualità più interessante di Filante: essere riuscito a costruire un'identità riconoscibile senza trasformare la pizza in qualcosa che non è. Il trancio rimane un piacere semplice, immediato e accessibile, ma acquista valore grazie alla cura dell'impasto, alla ricerca delle materie prime, all'equilibrio delle farciture e a un'ospitalità che non considera il cliente soltanto qualcuno da servire.
Si entra per mangiare una pizza e si scopre che il piacere sta anche nel tempo trascorso a tavola, nella libertà di conversare, in un consiglio dato con il sorriso e in quell'atmosfera che invita a non avere fretta.
www.filantepizza.com
C'è una Milano che ha sempre amato la pizza al trancio, quella alta, generosa, con la mozzarella che fila e il piacere di addentare qualcosa di semplice e irresistibile.
Una tradizione che appartiene alla città quasi quanto il risotto o la cotoletta, ma che per lungo tempo è rimasta legata soprattutto a un consumo veloce, magari in piedi o con pochi minuti a disposizione. E poi c'è chi ha pensato che proprio quella pizza potesse meritare qualcosa di più. Non necessariamente una ricetta diversa, ma un modo nuovo di prepararla, servirla e soprattutto viverla.
È questa l'intuizione dalla quale nasce Filante, un progetto che ha saputo trasformare un grande classico della gastronomia milanese in una proposta contemporanea, senza tradirne lo spirito più autentico. Perché qui la pizza resta pizza, abbondante, golosa e rassicurante, ma tutto quello che le ruota intorno contribuisce a costruire un'esperienza che va ben oltre il semplice trancio.


Lo si capisce entrando nel locale di corso Sempione, affacciato su un bell'angolo della strada con ampie vetrate che lasciano dialogare gli spazi interni con la città. L'ambiente è luminoso, piacevole, contemporaneo, ma soprattutto sorprende per un dettaglio sempre più raro nella ristorazione milanese: lo spazio. I tavoli sono disposti con intelligenza, le distanze permettono di conversare senza condividere involontariamente la serata con i vicini e ci si può muovere liberamente.
Una scelta che racconta molto della filosofia di Filante, dove la convivialità non è soltanto una parola da inserire nella comunicazione, ma qualcosa che si percepisce concretamente.




E poi ci sono le persone. Come Gabriele, che lavora nel gruppo da alcuni anni e nel locale di corso Sempione rappresenta perfettamente quello spirito di accoglienza spontanea, empatica e attenta che riesce a trasformare un servizio ben fatto in qualcosa di più personale. Perché sentirsi accolti, ascoltati e accompagnati con naturalezza è parte integrante del piacere di andare al ristorante.


Il risultato si vede e soprattutto si sente al primo assaggio: una pizza alta, incredibilmente soffice, ben alveolata, con una base piacevolmente croccante che sostiene senza difficoltà farciture generose. La consistenza è uno dei suoi punti di forza, perché riesce a conciliare quella morbidezza quasi avvolgente che ci si aspetta da una buona pizza al trancio con una struttura equilibrata, mai pesante nella percezione.
Anche le dimensioni sono pensate per soddisfare appetiti differenti. Il trancio normale, ricavato dividendo la teglia in sei porzioni, è già decisamente appagante; quello abbondante, ottenuto dividendola in quattro, è una proposta per chi desidera concedersi qualcosa di più. In entrambi i casi, la sensazione è quella di un prodotto generoso, senza che l'abbondanza diventi un esercizio fine a sé stesso.
Un discorso che vale anche per i topping, studiati con attenzione per costruire abbinamenti originali ma sempre equilibrati. Accanto all'immancabile Margherita e alla Filante con doppia mozzarella, trovano spazio proposte più creative come la Giallorosso, con pomodorini rossi e gialli, stracciatella e pesto di basilico fatto in casa, oppure la Ribelle, dove la vivacità della 'nduja incontra la dolcezza della cipolla caramellata, la cremosità della stracciatella e la croccantezza dei taralli sbriciolati. Combinazioni che dimostrano come la ricerca possa arricchire un prodotto popolare senza snaturarlo.
Ma Filante non vuole essere soltanto una pizzeria dove mangiare bene. Il menu comprende anche insalate accompagnate da focaccia homemade, un'attenzione che rende più interessante persino una proposta apparentemente semplice, e dolci preparati in casa, tra cui tiramisù al bicchiere, salame di cioccolato della casa con un tripudio di frutta secca e New York cheesecake.


Particolarmente piacevole è anche la cura dedicata agli abbinamenti: una piccola selezione di cocktail internazionali e una proposta di birre artigianali, con suggerimenti pensati in funzione dei topping delle pizze. Un modo intelligente per completare l'esperienza gastronomica, invitando il cliente a scegliere non soltanto cosa mangiare, ma anche come accompagnarlo.


Dietro questa filosofia c'è Federico Delunas, formazione alla Bocconi e un percorso professionale costruito attraverso importanti esperienze manageriali in diversi settori. Nel 2020 decide di seguire la propria passione per la pizza al trancio e apre il primo Filante in piazzale Susa, a Milano. L'obiettivo è ambizioso ma chiarissimo: valorizzare un prodotto della tradizione, elevandone qualità e percezione, e inserirlo in un contesto di ristorazione moderno, riconoscibile e capace di mettere le persone al centro.
Una visione che ha trovato riscontro anche nella crescita del marchio. Dopo piazzale Susa è arrivato il locale di corso Sempione e, il 7 ottobre 2026, Filante ha inaugurato la sua prima sede fuori Milano, nel centro di Monza, in via Manfredo Camperio 7/9. Un nuovo spazio che ripropone la stessa identità, con due sale interne, un portico e un dehors, confermando la volontà di crescere senza rinunciare alla coerenza del progetto.
Ed è forse proprio questa la qualità più interessante di Filante: essere riuscito a costruire un'identità riconoscibile senza trasformare la pizza in qualcosa che non è. Il trancio rimane un piacere semplice, immediato e accessibile, ma acquista valore grazie alla cura dell'impasto, alla ricerca delle materie prime, all'equilibrio delle farciture e a un'ospitalità che non considera il cliente soltanto qualcuno da servire.
Si entra per mangiare una pizza e si scopre che il piacere sta anche nel tempo trascorso a tavola, nella libertà di conversare, in un consiglio dato con il sorriso e in quell'atmosfera che invita a non avere fretta.
www.filantepizza.com
Naturalmente, al centro di tutto rimane lei, la pizza al trancio. E qui Filante dimostra di aver lavorato seriamente sul prodotto. L'impasto nasce da una farina di tipo 1, semintegrale, del Molino Bongiovanni, con un'elevata idratazione e un processo di lievitazione articolato in tre fasi, che supera le 24 ore. Un lavoro preciso, supportato anche dalla presenza di una camera di lievitazione, attrezzatura tutt'altro che scontata nelle pizzerie specializzate nel trancio.
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