Grow Restaurant Alta cucina che cresce con la natura ad Albiate (MB)
Radici profonde e sguardo al futuro.
RISTORAZIONE
Clara Mennella
6/13/20265 min read


Il fatto che il progetto sia nato in Brianza è decisamente una splendida opportunità per i milanesi che, in poco più di mezz’ora, possono raggiungere il “regno” di Matteo e Riccardo e vivere un’esperienza impossibile da sperimentare altrove.
Stiamo parlando del Grow Restaurant di Albiate, fondato dai fratelli Matteo e Riccardo Vergine, primo ristorante della Lombardia a ottenere una certificazione di sostenibilità. Riconoscimento doveroso, visto che qui la sostenibilità non è una dichiarazione d'intenti, ma il filo conduttore di una cucina che affonda le radici nel territorio e guarda al futuro.


Matteo in cucina e Riccardo in sala (entrambi intorno ai 30 anni) stanno dimostrando che fare ricerca vera nell’Alta Cucina oggi è possibile, anche se non facile, sono necessarie una visione fuori dal comune, un amore viscerale per il proprio territorio ed una convinzione nel voler perseguire l’obiettivo, che prende forza anche dalla condivisione d’intenti dei due fratelli.
L’ispirazione della cucina si rifà alla storia, sia del territorio che dell’uomo. In queste zone vivere di caccia, di pesca, della raccolta di erbe e di tutto quello che di commestibile offrivano flora, fauna e terreno erano l’ordinario quotidiano, mentre cucinare con il fuoco o conservare con disidratazioni e fermentazioni sono stati i primi modi di “fare cucina” a livello globale.


Ecco, questa idea di proporre una cucina alta, moderna, anzi futurista, partendo da queste linee guida wild e ancestrali e unendole ad un lavoro etico e circolare, è quello che hanno deciso di fare Matteo e Riccardo; il ristorante è alimentato al 100% con energia elettrica da fonti rinnovabili, il gas metano è bandito e si cucina solo con braci e piani ad induzione.
Selvaggina, pesce di lago e vegetali autoctoni sono il core-business del menù e sono esclusi completamente carni e pesci di allevamento.
Inutile dire che gli sprechi sono quasi azzerati (fatevi incantare dai grissini preparati con cenere vegetale ottenuta dallo scarto delle verdure).




La “good news” è che, a tutto questo, è stato dato onore al merito, consentendo ai fratelli Vergine di bruciare sul fuoco della loro visione anche le tappe: Stella Verde Michelin per l’impegno nella sostenibilità nel 2023, Stella Michelin nel 2024 e, contestualmente, Michelin Young Chef Award a Matteo Vergine… risultati stratosferisci per un’impresa che ha aperto i battenti a tutti gli effetti solo nel 2022.
Una squadra fortissima, visto che alla maestria di Matteo in cucina, fa eco una coerenza assoluta di Riccardo in sala, con un servizio impeccabile ma rilassato e sorridente e un wine-pairing (circa 150/200 etichette in cantina) che propone solo produzioni che rispettano la natura e la biodiversità, piccole cantine che lavorano uve territoriali con metodi e strumenti classici e mai intensivi.




Volutamente questo articolo non racconta singoli piatti e ricette per lasciare tutta la sorpresa e l’emozione della scoperta a quanti decideranno di fare visita al Grow, per vivere in prima persona un’esperienza gastronomica in cui sostenibilità, territorio e innovazione crescono insieme.
www.growrestaurant.it


Il fatto che il progetto sia nato in Brianza è decisamente una splendida opportunità per i milanesi che, in poco più di mezz’ora, possono raggiungere il “regno” di Matteo e Riccardo e vivere un’esperienza impossibile da sperimentare altrove.
Stiamo parlando del Grow Restaurant di Albiate, fondato dai fratelli Matteo e Riccardo Vergine, primo ristorante della Lombardia a ottenere una certificazione di sostenibilità. Riconoscimento doveroso, visto che qui la sostenibilità non è una dichiarazione d'intenti, ma il filo conduttore di una cucina che affonda le radici nel territorio e guarda al futuro.


Matteo in cucina e Riccardo in sala (entrambi intorno ai 30 anni) stanno dimostrando che fare ricerca vera nell’Alta Cucina oggi è possibile,


Ecco, questa idea di proporre una cucina alta, moderna, anzi futurista, partendo da queste linee guida wild e ancestrali e unendole ad un lavoro etico e circolare, è quello che hanno deciso di fare Matteo e Riccardo; il ristorante è alimentato al 100% con energia elettrica da fonti rinnovabili, il gas metano è bandito e si cucina solo con braci e piani ad induzione.
Selvaggina, pesce di lago e vegetali autoctoni sono il core-business del menù e sono esclusi completamente carni e pesci di allevamento.
Inutile dire che gli sprechi sono quasi azzerati (fatevi incantare dai grissini preparati con cenere vegetale ottenuta dallo scarto delle verdure).




La “good news” è che, a tutto questo, è stato dato onore al merito, consentendo ai fratelli Vergine di bruciare sul fuoco della loro visione anche le tappe: Stella Verde Michelin per l’impegno nella sostenibilità nel 2023, Stella Michelin nel 2024 e, contestualmente, Michelin Young Chef Award a Matteo Vergine… risultati stratosferisci per un’impresa che ha aperto i battenti a tutti gli effetti solo nel 2022.
Una squadra fortissima, visto che alla maestria di Matteo in cucina, fa eco una coerenza assoluta di Riccardo in sala, con un servizio impeccabile ma rilassato e sorridente e un wine-pairing (circa 150/200 etichette in cantina) che propone solo produzioni che rispettano la natura e la biodiversità, piccole cantine che lavorano uve territoriali con metodi e strumenti classici e mai intensivi.


Volutamente questo articolo non racconta singoli piatti e ricette per lasciare tutta la sorpresa e l’emozione della scoperta a quanti decideranno di fare visita al Grow, per vivere in prima persona un’esperienza gastronomica in cui sostenibilità, territorio e innovazione crescono insieme.
www.growrestaurant.it
anche se non facile, sono necessarie una visione fuori dal comune, un amore viscerale per il proprio territorio ed una convinzione nel voler perseguire l’obiettivo, che prende forza anche dalla condivisione d’intenti dei due fratelli.
L’ispirazione della cucina si rifà alla storia, sia del territorio che dell’uomo. In queste zone vivere di caccia, di pesca, della raccolta di erbe e di tutto quello che di commestibile offrivano flora, fauna e terreno erano l’ordinario quotidiano, mentre cucinare con il fuoco o conservare con disidratazioni e fermentazioni sono stati i primi modi di “fare cucina” a livello globale.
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