La Fortezza, il mare di Rimini dove non te lo aspetti
Patrick e William Mancini, due fratelli cresciuti nell’ospitalità tra pescato, creatività e accoglienza.
RISTORAZIONE
Clara Mennella
9/13/20266 min read
Ma a rendere speciale La Fortezza non sono soltanto il luogo e la sua storia. Ci sono soprattutto due fratelli, Patrick e William Mancini, che hanno trasformato in professione qualcosa che hanno imparato quando erano ancora bambini: l'ospitalità.
Figli di un diplomatico, durante l'infanzia hanno girato il mondo insieme alla famiglia, conoscendo luoghi, culture e abitudini differenti. Poi la decisione del padre di fermarsi in Romagna, per dare maggiore stabilità alla moglie e ai figli. Qui i genitori hanno gestito per molti anni un albergo e Patrick e William hanno imparato molto presto cosa significhi realmente accogliere.
Non soltanto sorridere a un ospite, dunque, ma esserci. Essere disponibili quando gli altri sono in vacanza, lavorare nei fine settimana e nei giorni di festa, affrontare orari che spesso non esistono. Una scuola di ospitalità vissuta quotidianamente, osservando mamma e papà e dando una mano.
A Rimini il mare può sorprendere anche quando non è più davanti agli occhi. Basta allontanarsi di qualche chilometro dal lungomare, lasciarsi alle spalle la movida, gli stabilimenti balneari e il ritmo della città turistica e dirigersi verso quella parte del territorio in cui il paesaggio comincia lentamente a cambiare e la campagna sembra quasi prendere il sopravvento.
È proprio qui che arriva la prima sorpresa. Si abbandona la strada e ci si ritrova improvvisamente immersi in un luogo che sembra appartenere a un'altra dimensione: verde, tranquillità, mura cariche di storia e un bellissimo dehors nel quale sedersi nelle serate più piacevoli. È La Fortezza, ristorante di pesce che ha trovato casa in un edificio legato alla storia dell'antico Castrum Abbatis e che ancora oggi conserva qualcosa di quella suggestione.


Le strade dei due fratelli hanno poi seguito inclinazioni differenti per ritrovarsi oggi perfettamente complementari alla Fortezza.
Patrick ha trasformato la passione per la cucina e per le materie prime di qualità in una professione. Ha studiato, frequentato corsi, affinato tecnica e sensibilità fino a diventare oggi il cuore pulsante della cucina del ristorante. William ha invece trovato nella sala il suo ambiente naturale: il contatto con le persone, l'attenzione all'ospite e quella capacità di far sentire a proprio agio chi entra che difficilmente si impara soltanto sui libri.
Due ruoli diversi, dunque, ma una stessa idea di ristorazione che probabilmente affonda le radici proprio in quell'albergo di famiglia nel quale entrambi sono cresciuti.
In cucina il protagonista è inevitabilmente il mare. Il pescato detta buona parte della proposta e uno dei biglietti da visita della Fortezza sono i sontuosi plateaux di crudi, nei quali la materia prima viene lasciata parlare con il minor numero possibile di interferenze.


Ma sarebbe riduttivo fermarsi qui, perché Patrick ama anche giocare.
E lo fa con quelle che potremmo definire delle vere e proprie “cover” gastronomiche: piatti iconici della cucina italiana riletti in chiave ittica senza perdere completamente la propria identità.
Ecco allora comparire Cacio e Pepe e Carbonara in versioni nelle quali entrano gamberi e altri prodotti del mare. Pecorino e uova, quando il piatto li richiede, rimangono al loro posto, mentre pesce e bottarga introducono sapidità e nuovi contrasti. Un gioco che potrebbe sembrare azzardato, soprattutto quando si decide di mettere mano a ricette sulle quali gli italiani sono poco inclini al compromesso, ma che trova il proprio equilibrio proprio nel rispetto dell'idea originale e nella qualità degli ingredienti.




E sarebbe un errore alzarsi da tavola senza lasciare spazio ai dessert. Anche il finale dolce merita attenzione e completa un percorso nel quale tecnica e creatività non cercano mai di mettere in secondo piano il piacere immediato del piatto.


La Fortezza è insomma uno di quei ristoranti che raccontano qualcosa ancora prima di iniziare a mangiare. Lo fa attraverso un luogo inaspettato, con il verde che avvolge il dehors e una storia antica alle spalle; lo fa attraverso due fratelli cresciuti imparando che ospitare significa prima di tutto prendersi cura delle persone; e naturalmente lo fa attraverso una cucina che parte dal pescato e dal territorio ma non rinuncia a divertirsi e a sorprendere. Forse il modo migliore per scoprirla è proprio arrivarci lasciandosi alle spalle il volto più conosciuto di Rimini. Pochi chilometri separano il lungomare dalla quiete della Fortezza, ma una volta varcato l'ingresso la sensazione è che la distanza sia molto più grande.
https://www.fortezzarimini.it/
Ma a rendere speciale La Fortezza non sono soltanto il luogo e la sua storia. Ci sono soprattutto due fratelli, Patrick e William Mancini, che hanno trasformato in professione qualcosa che hanno imparato quando erano ancora bambini: l'ospitalità.
Figli di un diplomatico, durante l'infanzia hanno girato il mondo insieme alla famiglia, conoscendo luoghi, culture e abitudini differenti. Poi la decisione del padre di fermarsi in Romagna, per dare maggiore stabilità alla moglie e ai figli. Qui i genitori hanno gestito per molti anni un albergo e Patrick e William hanno imparato molto presto cosa significhi realmente accogliere.
Non soltanto sorridere a un ospite, dunque, ma esserci. Essere disponibili quando gli altri sono in vacanza, lavorare nei fine settimana e nei giorni di festa, affrontare orari che spesso non esistono. Una scuola di ospitalità vissuta quotidianamente, osservando mamma e papà e dando una mano.
A Rimini il mare può sorprendere anche quando non è più davanti agli occhi. Basta allontanarsi di qualche chilometro dal lungomare, lasciarsi alle spalle la movida, gli stabilimenti balneari e il ritmo della città turistica e dirigersi verso quella parte del territorio in cui il paesaggio comincia lentamente a cambiare e la campagna sembra quasi prendere il sopravvento.
È proprio qui che arriva la prima sorpresa. Si abbandona la strada e ci si ritrova improvvisamente immersi in un luogo che sembra appartenere a un'altra dimensione: verde, tranquillità, mura cariche di storia e un bellissimo dehors nel quale sedersi nelle serate più piacevoli. È La Fortezza, ristorante di pesce che ha trovato casa in un edificio legato alla storia dell'antico Castrum Abbatis e che ancora oggi conserva qualcosa di quella suggestione.


Le strade dei due fratelli hanno poi seguito inclinazioni differenti per ritrovarsi oggi perfettamente complementari alla Fortezza.
Patrick ha trasformato la passione per la cucina e per le materie prime di qualità in una professione. Ha studiato, frequentato corsi, affinato tecnica e sensibilità fino a diventare oggi il cuore pulsante della cucina del ristorante. William ha invece trovato nella sala il suo ambiente naturale: il contatto con le persone, l'attenzione all'ospite e quella capacità di far sentire a proprio agio chi entra che difficilmente si impara soltanto sui libri.
Due ruoli diversi, dunque, ma una stessa idea di ristorazione che probabilmente affonda le radici proprio in quell'albergo di famiglia nel quale entrambi sono cresciuti.
In cucina il protagonista è inevitabilmente il mare. Il pescato detta buona parte della proposta e uno dei biglietti da visita della Fortezza sono i sontuosi plateaux di crudi, nei quali la materia prima viene lasciata parlare con il minor numero possibile di interferenze.


Ma sarebbe riduttivo fermarsi qui, perché Patrick ama anche giocare.
E lo fa con quelle che potremmo definire delle vere e proprie “cover” gastronomiche: piatti iconici della cucina italiana riletti in chiave ittica senza perdere completamente la propria identità.




E sarebbe un errore alzarsi da tavola senza lasciare spazio ai dessert. Anche il finale dolce merita attenzione e completa un percorso nel quale tecnica e creatività non cercano mai di mettere in secondo piano il piacere immediato del piatto.


La Fortezza è insomma uno di quei ristoranti che raccontano qualcosa ancora prima di iniziare a mangiare. Lo fa attraverso un luogo inaspettato, con il verde che avvolge il dehors e una storia antica alle spalle; lo fa attraverso due fratelli cresciuti imparando che ospitare significa prima di tutto prendersi cura delle persone; e naturalmente lo fa attraverso una cucina che parte dal pescato e dal territorio ma non rinuncia a divertirsi e a sorprendere. Forse il modo migliore per scoprirla è proprio arrivarci lasciandosi alle spalle il volto più conosciuto di Rimini. Pochi chilometri separano il lungomare dalla quiete della Fortezza, ma una volta varcato l'ingresso la sensazione è che la distanza sia molto più grande.
https://www.fortezzarimini.it/
Ecco allora comparire Cacio e Pepe e Carbonara in versioni nelle quali entrano gamberi e altri prodotti del mare. Pecorino e uova, quando il piatto li richiede, rimangono al loro posto, mentre pesce e bottarga introducono sapidità e nuovi contrasti. Un gioco che potrebbe sembrare azzardato, soprattutto quando si decide di mettere mano a ricette sulle quali gli italiani sono poco inclini al compromesso, ma che trova il proprio equilibrio proprio nel rispetto dell'idea originale e nella qualità degli ingredienti.
Seguimi sui Social
Contatti
© 2026 Oltre i Fornelli di Clara Mennella. Tutti i diritti riservati
Digital project & website management — Claudio Campagnoli · Instagram
Hai una richiesta o vuoi saperne di più?
info@oltreifornelli.com
Hai idee, progetti o proposte che vuoi sviluppare insieme?