OTTO Pizza, gli autentici “ruoto” e “panuozzo” campani a Milano
Varcata la soglia inizia il viaggio in Campania.
RISTORAZIONE
Clara Mennella
4/23/20264 min read
La pizza, si sa, non è solo un piatto amatissimo a livello globale ma anche un racconto di storia, costume e tradizioni. Otto ha fatto della “sua” pizza un racconto identitario, che parte dalla Campania e arriva a Milano senza perdere autenticità. Gli impasti sono lavorati con lievito madre e grano tenero antico Risciola, macinato a pietra, arricchito da germe di grano vitale: una base che punta su digeribilità e sapore, con una profondità aromatica riconoscibile.


Da Otto sono protagonisti la pizza nel ruoto, alta e croccante, legata alla tradizione domestica delle sere in famiglia e poi c’è il panuozzo di Gragnano, croccante fuori e morbido dentro, farcito con ingredienti che parlano chiaro: porchetta e provola dei Monti Lattari, oppure friarielli e salsiccia… piatti che non cercano reinterpretazioni, ma fedeltà.


E ancora, i classici della tradizione campana non sempre facili da trovare in città: la parigina, la pizza di scarole, il panino napoletano e un banco ricco di pizze al taglio fragranti, dalla caratteristica alveolatura che solo una lievitazione da maestro consente. I gusti vanno dai classici a varianti più creative e contemporanee: dalla “Salsiccia e friarielli” alla “Melanzane e zucchine con salsa al lime”. Per finire, i fritti della tradizione partenopea: crocché, frittatine di pasta, palle di riso, come le chiamano a Napoli.
A completare l’esperienza, un ambiente che oggi racconta ancora meglio questa identità.
Le insegne e i dettagli decorativi portano la firma di Pasquale De Stefano, ultimo maestro numeraro napoletano, che con le sue scritte dipinte a mano trasforma il locale in un piccolo manifesto di cultura popolare, tra colori accesi e segni immediati. Otto, nel tempo, è diventato un indirizzo riconosciuto nel quartiere: un posto dove si torna, ma anche dove si entra per caso. Succede spesso con chi passa dai Navigli, italiani o stranieri, si fermi incuriosito e poi resti e ritorni, per la semplicità dell’accoglienza e per un prodotto che non ha bisogno di spiegazioni.




OTTO
Corso S. Gottardo 28 - Milano
Telefono: 02 7862 1091 – Menu: menudigitale.io
La pizza, si sa, non è solo un piatto amatissimo a livello globale ma anche un racconto di storia, costume e tradizioni. Otto ha fatto della “sua” pizza un racconto identitario, che parte dalla Campania e arriva a Milano senza perdere autenticità. Gli impasti sono lavorati con lievito madre e grano tenero antico Risciola, macinato a pietra, arricchito da germe di grano vitale: una base che punta su digeribilità e sapore, con una profondità aromatica riconoscibile.


Da Otto sono protagonisti la pizza nel ruoto, alta e croccante, legata alla tradizione domestica delle sere in famiglia e poi c’è il panuozzo di Gragnano, croccante fuori e morbido dentro, farcito con ingredienti che parlano chiaro: porchetta e provola dei Monti Lattari, oppure friarielli e salsiccia… piatti che non cercano reinterpretazioni, ma fedeltà.


E ancora, i classici della tradizione campana non sempre facili da trovare in città: la parigina, la pizza di scarole, il panino napoletano e un banco ricco di pizze al taglio fragranti, dalla caratteristica alveolatura che solo una lievitazione da maestro consente. I gusti vanno dai classici a varianti più creative e contemporanee: dalla “Salsiccia e friarielli” alla “Melanzane e zucchine con salsa al lime”. Per finire, i fritti della tradizione partenopea: crocché, frittatine di pasta, palle di riso, come le chiamano a Napoli.
A completare l’esperienza, un ambiente che oggi racconta ancora meglio questa identità.
Le insegne e i dettagli decorativi portano la firma di Pasquale De Stefano, ultimo maestro numeraro napoletano, che con le sue scritte dipinte a mano trasforma il locale in un piccolo manifesto di cultura popolare, tra colori accesi e segni immediati.




OTTO
Corso S. Gottardo 28 - Milano
Telefono: 02 7862 1091 – Menu: menudigitale.io
Otto, nel tempo, è diventato un indirizzo riconosciuto nel quartiere: un posto dove si torna, ma anche dove si entra per caso. Succede spesso con chi passa dai Navigli, italiani o stranieri, si fermi incuriosito e poi resti e ritorni, per la semplicità dell’accoglienza e per un prodotto che non ha bisogno di spiegazioni.
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