Successo straordinario per TUTTOFOOD 2026: +30% di presenze

Definita la migliore fiera per qualità e quantità delle aziende presenti.

FOOD & WINE

Clara Mennella

5/16/20264 min read

Visitatori nei padiglioni di TUTTOFOOD 2026 a Fiera Milano Rho
Visitatori nei padiglioni di TUTTOFOOD 2026 a Fiera Milano Rho

Con la seconda edizione di TUTTOFOOD (a Rho dall’11 al 14 maggio) organizzata da Fiere di Parma, l’Italia consolida ufficialmente il proprio ruolo nel panorama delle grandi fiere agroalimentari internazionali. Non solo patria della cucina e delle eccellenze gastronomiche, ma anche centro strategico per export, business e relazioni globali legate al Made in Italy.
Si chiude infatti con numeri straordinari TUTTOFOOD 2026: in quattro giorni la manifestazione ha registrato 123mila presenze, di cui 27mila provenienti dall’estero, con una crescita del 30% rispetto all’edizione precedente. Un risultato che conferma la capacità dell’evento di trasformare la qualità alimentare italiana in opportunità concrete di sviluppo commerciale e apertura verso nuovi mercati.
L’evento, nato dalla collaborazione tra Fiere di Parma, Fiera Milano e Koelnmesse, ha occupato 10 padiglioni e 82mila metri quadrati completamente sold out, riunendo 5mila brand – il 30% internazionali – e 4mila top buyer da tutto il mondo.
Per Antonio Cellie, amministratore delegato di Fiere di Parma, TUTTOFOOD rappresenta finalmente la nascita in Italia di una piattaforma internazionale capace di valorizzare stabilmente l’agroalimentare nazionale. Oggi le fiere non sono più semplici vetrine, ma luoghi in cui si costruiscono relazioni, si aprono mercati e si misura la domanda globale.

Il successo della manifestazione assume ancora più valore in una fase economica complessa, segnata da tensioni geopolitiche, aumento dei costi energetici e instabilità delle filiere produttive. Eppure il settore alimentare italiano continua a crescere: nel 2025 l’export agroalimentare ha raggiunto 72,4 miliardi di euro, mentre il fatturato dell’industria alimentare italiana ha toccato quota 204 miliardi, secondo i dati di Federalimentare.
Grande entusiasmo anche tra i buyer internazionali, che considerano la cucina italiana un punto di riferimento assoluto per il food premium e gourmet. Dall’America all’Asia, fino ai Paesi del Golfo, il Made in Italy viene percepito come sinonimo di qualità, autenticità e affidabilità. In molti mercati prodotti come olio extravergine, pasta, farine, aceto balsamico e cioccolato sono ormai considerati insostituibili.
Ma il cibo italiano oggi non è visto soltanto come tradizione. Sempre più operatori internazionali lo riconoscono come un settore capace di innovare, sperimentare e anticipare le nuove tendenze gastronomiche mondiali.
Anche il mondo delle startup guarda con interesse alla manifestazione. Ben Costantini di Sesamers, società francese presente in fiera con startup provenienti da sette Paesi, ha definito TUTTOFOOD “il luogo in cui la nuova generazione dell’innovazione alimentare trova il proprio mercato”.
A chiudere l’evento, anche un importante gesto solidale: grazie alla collaborazione con Banco Alimentare della Lombardia sono state raccolte circa 25 tonnellate di cibo donate da oltre 600 aziende partecipanti.

Visitatori nei padiglioni di TUTTOFOOD 2026 a Fiera Milano Rho
Visitatori nei padiglioni di TUTTOFOOD 2026 a Fiera Milano Rho

Con la seconda edizione di TUTTOFOOD (a Rho dall’11 al 14 maggio) organizzata da Fiere di Parma, l’Italia consolida ufficialmente il proprio ruolo nel panorama delle grandi fiere agroalimentari internazionali. Non solo patria della cucina e delle eccellenze gastronomiche, ma anche centro strategico per export, business e relazioni globali legate al Made in Italy.
Si chiude infatti con numeri straordinari TUTTOFOOD 2026: in quattro giorni la manifestazione ha registrato 123mila presenze, di cui 27mila provenienti dall’estero, con una crescita del 30% rispetto all’edizione precedente. Un risultato che conferma la capacità dell’evento di trasformare la qualità alimentare italiana in opportunità concrete di sviluppo commerciale e apertura verso nuovi mercati.

Il successo della manifestazione assume ancora più valore in una fase economica complessa, segnata da tensioni geopolitiche, aumento dei costi energetici e instabilità delle filiere produttive. Eppure il settore alimentare italiano continua a crescere: nel 2025 l’export agroalimentare ha raggiunto 72,4 miliardi di euro, mentre il fatturato dell’industria alimentare italiana ha toccato quota 204 miliardi, secondo i dati di Federalimentare.
Grande entusiasmo anche tra i buyer internazionali, che considerano la cucina italiana un punto di riferimento assoluto per il food premium e gourmet. Dall’America all’Asia, fino ai Paesi del Golfo, il Made in Italy viene percepito come sinonimo di qualità, autenticità e affidabilità. In molti mercati prodotti come olio extravergine, pasta, farine, aceto balsamico e cioccolato sono ormai considerati insostituibili.

L’evento, nato dalla collaborazione tra Fiere di Parma, Fiera Milano e Koelnmesse, ha occupato 10 padiglioni e 82mila metri quadrati completamente sold out, riunendo 5mila brand – il 30% internazionali – e 4mila top buyer da tutto il mondo.
Per Antonio Cellie, amministratore delegato di Fiere di Parma, TUTTOFOOD rappresenta finalmente la nascita in Italia di una piattaforma internazionale capace di valorizzare stabilmente l’agroalimentare nazionale. Oggi le fiere non sono più semplici vetrine, ma luoghi in cui si costruiscono relazioni, si aprono mercati e si misura la domanda globale.

Ma il cibo italiano oggi non è visto soltanto come tradizione. Sempre più operatori internazionali lo riconoscono come un settore capace di innovare, sperimentare e anticipare le nuove tendenze gastronomiche mondiali.
Anche il mondo delle startup guarda con interesse alla manifestazione. Ben Costantini di Sesamers, società francese presente in fiera con startup provenienti da sette Paesi, ha definito TUTTOFOOD “il luogo in cui la nuova generazione dell’innovazione alimentare trova il proprio mercato”.
A chiudere l’evento, anche un importante gesto solidale: grazie alla collaborazione con Banco Alimentare della Lombardia sono state raccolte circa 25 tonnellate di cibo donate da oltre 600 aziende partecipanti.

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